Le tre ragazze punk sono state giudicate colpevoli di teppismo motivato da odio religioso e condannate a 2 anni di reclusione.

E’ stata pronunciata oggi 17 agosto la sentenza contro Nadezhda Tolokonnikova (23), Maria Alekhina (24), e Ekaterina Samutsevich (29) – Nadia Masha e Katia, membri della banda rock Pussy Riot autrice di una scandalosa “preghiera punk” il cui ritornello recitava “Oh Madonna, liberaci da Putin” di cui avevamo già parlato in un precedente articolo.
Comunque è vittoria: “Qualunque sia il verdetto, noi e voi stiamo vincendo. Perché abbiamo imparato ad essere arrabbiati e a dirlo politicamente”. Parola di Nadia Tolokonnikova considerata mente e “sex symbol” delle Pussy Riot. La notorietà del trio in questi giorni è cresciuta in modo esponenziale, tanto che l’edizione ucraina di Playboy ha chiesto a Nadia di posare nuda in copertina.
In attesa del verdetto, i sostenitori della band di tutto il mondo hanno manifestato in 30 città, da Parigi a Varsavia. Il coordinamento è avvenuto in via spontanea via Facebook e sul sito web freepussyriot.org. A New York attori, scrittori e musicisti hano letto a Times Square una serie di brani tratti dalle ultime parole delle imputate, mentre a Vilnius, in Lituania, verranno liberate nel cielo piccole mongolfiere a forma di passamontagna, simbolo distintivo del gruppo. A Praga un festival musicale sarà dedicato alle ragazze.
Per saperne di più:
Parlano le Pussy Riot: ”Vi spieghiamo chi siamo’
Free Pussy Riot: Peaches, Simonne Jones e tanti altri musicisti, artisti e attivisti a sostegno della band
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