Un gran numero di oggetti creati dall’uomo per le attività spaziali, ma non più utili, gira nello spazio: sono comunemente denominati “space debris”. Si tratta di oggetti che viaggiano alla velocità di 3 Km/sec e di 7,7 Km /sec, per cui un’eventuale collisione con oggetti in funzione (operazionali) potrebbe avere conseguenze molto dannose. Il pericolo maggiore, comunque, è quello delle collisioni a catena.

Preoccupa soprattutto l’accumulo che si sta creando nelle orbite più vicine alla terra e nell’orbita geostazionaria, orbite più popolate da satelliti e dove il pericolo di collisione è maggiore. Ormai tutti concordano nel ritenere che il metodo più semplice ed economico per trattare lo space debris è di prendere misure preventive nella produzione di detriti.

La sensibilità per la tutela dell’ambiente, di cui fa parte anche lo spazio, sta inoltre diventando sempre più acuta. Anche per questo gli Stati e le organizzazioni devono assumersi l’obbligo di adottare misure preventive.

Nell’ambito delle Nazioni Unite, nel 1958 fu creato il Comitato per l’utilizzazione pacifica dello spazio extra-atmosferico (Uncopuos), che ha permesso agli Stati, sempre più numerosi (da 18 membri all’origine si è passati progressivamente a 53), di partecipare all’elaborazione delle norme relative.

Per poter meglio risolvere le questioni, considerando i legami fra diritto e gli aspetti tecnici, il Comitato ha creato un Sotto-Comitato scientifico e tecnico e un Sotto-Comitato giuridico. Il Sotto-Comitato tecnico-scientifico ha preso in considerazione recentemente il problema approvando un piano triennale di lavoro e l’emanazione di una risoluzione “United Nations Guidelines on Space Debris Mitigation”.
Un’altra misura è il controllato rientro sulla Terra del veicolo spaziale una volta che abbia terminato la propria funzione. La stessa Stazione sovietica Mir è stata infatti soggetta ad  un controllato rientro, al termine della sua prolungata vita nello spazio.

Gli studi della Comunità scientifica internazionale si stanno muovendo, sotto la spinta di alcuni Stati leader (Francia Giappone, Russia, Stati Uniti) che hanno già adottato leggi nazionali per mitigare la produzione di space debris e di alcune organizzazioni, per mettere a punto tutte le misure preventive che impediscano, o rendano molto più improbabile, la produzione di debris. Misure che gli Stati devono convincersi ad adottare con una politica, antieconomica nell’immediato, ma lungimirante per garantire maggiore sicurezza nel futuro.

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