Nel 2010 è stata eletta a Budapest Miss Mafia (rigorosamente con due “f”, come viene pronunciata la parola “mafia” all’estero). Unico requisito di partecipazione: una condanna per reati legati alla criminalità organizzata, con una corsia preferenziale per chi ha trascorso almeno sei mesi in carcere.

Tra le partecipanti anche un’italiana: Anna B., hostess calabrese, 167 cm per 56 chili. Al pubblico che la deveva votare ha detto “mi piacerebbe essere Miss Maffia, ne sarei davvero orgogliosa”. Chissà, intanto la giovane italiana, con una passione per la cucina, è entrata in lizza anche per la fascia di Miss ‘Ndrangheta, uno dei premi speciali che si assegnano a Budapest.

 La reginetta eletta Miss Maffia 2010 ha vinto un appartamento a Budapest e un’automobile ma, in alternativa, veniva offerto un premio in denaro. La richiesta per partecipare è stata una fedina penale con almeno un reato registrato sopra. L’iniziativa non è stata altro che una trovata promozionale, di di dubbio gusto ma effetto sicuro, del rinomato locale notturno ‘Stage Pub’ della capitale magiara.

 Secondo il bando, il premio principale è dotato di 555.555 fiorini (circa 2.000 euro). I premi – anche auto, buoni viaggio o trattamenti wellness – sono stati offerti da sponsor. Hanno concorso ragazze del mondo degli affari, della moda o dell’ industria di bellezza: l’importante è l’aver commesso reati di evasione fiscale o siano giocatrici d’azzardo, con preferibilmente una condanna a carico. Le concorrenti hanno dovuto inviare quattro foto, di cui almeno una in biancheria intima. La gara successiva ha preso il nome di  “schiave più belle del mondo“.

Non c’è dubbio che questo mondo stia impazzendo!

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