Tv, giornali e siti d’informazione non fanno altro che parlare di politica. Statistiche, sondaggi, previsioni per scoprire chi sarà il nuovo governatore dell’Italia. Noi oggi vogliamo proporvi una variabile che in pochi hanno considerato: il meteo.

Elezioni-2013

Anche se i sondaggi ufficiali non sono consentiti, sui principali canali d’informazione, in primis il web, impazzano percentuali che variano addirittura nell’arco di pochi minuti. Basta un nuovo motto, un’intervista, una promessa o un nuovo scandalo che le percentuali di successo di un candidato rispetto ad un altro subiscano sbalzi incredibili, annullando le precedenti previsioni e i relativi sondaggi.

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In questo articolo vogliamo tirare in ballo una variabile ancora sottovalutata. Il freddo che sta colpendo in questi giorni la nostra penisola, che ripercussione potrebbe avere sulle prossime elezioni? La morsa di gelo e neve attualmente vagante sopra le nostre teste dovrebbe accompagnarci per mano per tutto il fine settimana, in concomitanza proprio con il voto.

Questo potrebbe causare disagi alle persone più anziane, in difficoltà con strade ghiacciate o innevate, che potrebbero snobbare le votazioni e rintanarsi al calduccio della propria abitazione, lasciando ad altri il dovere di scegliere il futuro premier italiano.

Tutto ciò potrebbe causare un calo delle preferenze verso i partiti ed i candidati che hanno nelle persone più avanti con gli anni lo zoccolo duro dei propri sostenitori. I partiti in questione sarebbero sostanzialmente 2: Pd (Bersani) e Pdl (Berlusconi). Dagli ultimi sondaggi e dalle ultime statistiche, infatti, emergerebbe un incontrastato consenso a favore di Beppe Grillo e del suo Movimento 5 Stelle tra i più giovani, precisamente presso gli under 40.

Lo dimostra uno studio Itanes, che, all’indomani delle elezioni 2008, ha prodotto la ricerca più approfondita sulle caratteristiche sociodemografiche del voto ai principali partiti. Il Pdl (che aveva conquistato il 37,3% nazionale) nella fascia d’età sopra i 75 anni era addirittura al 54,2%: questo significa che un ultra 75enne su due aveva votato per Berlusconi.

Stessa tendenza, ma attenuata nelle fascia 65-74: il 39,8% era per il Pdl, seguito dal Pd, che a fronte di una percentuale nazionale del 33,1% in questa fascia d’età risultava votato dal 38,2%. Tradotto in soldoni: nella fascia d’età tra i 65 e gli 85 anni, Pdl e Pd intercettavano alle ultime elezioni circa l’80% dei votanti.

Un’altra “categoria” che potrebbe snobbare le elezioni sarebbero i demotivati che, stando alle ultime rilevazioni, sarebbero sempre più numerosi. Con un terzo del nostro Paese alle prese col maltempo, dove andrebbero a trovare le motivazioni per trovare una preferenza in un clima politico di totale caos?

 



Fonte: La Stampa

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