Dopo gli scavi, è l’ora del test del Dna. Continua la caccia in stile CSI delle spoglie mortali di Monna Lisa, necessarie per identificare in maniera certa la vera identità della modella che Leonardo Da Vinci ritrasse nel quadro più famoso del mondo.

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Si tratta davvero di Lisa Gherardini, moglie del mercante Francesco Del Giocondo? Oppure l’attribuzione consegnataci dal Vasari è tutta da rivedere, a favore di tesi più o meno fantasiose in continuo aggiornamento? Magari la donna è l’amante sconosciuta di Giuliano de’ Medici, il vero committente del ritratto?

Le domande suscitano la legittima curiosità del pubblico e l’altrettanto legittimo scetticismo degli storici dell’arte: il capolavoro di Leonardo è tale non per l’identità delle donna ritratta, quanto per tutto ciò che attraverso di lei l’artista ha veicolato.

E se è fuori dubbio che da sempre l’artista abbia proiettato nel soggetto una parte di sé, in tempi di aneddotica alla Dan Brown il quesito si fa davvero ghiotto.

Così dal 2011 il Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali è al lavoro tra le sepolture nobili di Firenze per individuare il teschio di Monna Lisa, ricostruirlo in 3D e valutare l’aderenza tra la modella e quanto effettivamente dipinto da Leonardo.

Dopo aver individuato nella cripta della chiesa di Sant’Orsola alcuni resti attribuibili a Lisa Gherardini, oggi viene riaperta la Cripta dei Martiri dietro l’altare maggiore della SS.Annunziata a Firenze: il test del Dna sui resti contenuti nella tomba della famiglia Gherardini saranno comparati a quelli trovati negli scavi a Sant’Orsola.

Sullo stato dei lavori ci aggiorna il responsabile della ricerca, Silvano Vinceti:

Al momento sono in corso gli esami del Carbonio 14 su tre degli otto scheletri ritrovati nella chiesetta del complesso di Sant’Orsola che erano risultati compatibili con l’età in cui è morta Lisa Gherardini.

L’esame del Carbonio 14 ci dirà quali di questi tre scheletri è riconducibile al periodo cinquecentesco.

Solo allora sapremo su quali resti mortali si potrà compiere l’esame finale del DNA, ma quest’analisi definitiva sarà possibile solo se dentro la cripta ritroveremo i figli della Monna Lisa.

Il Comitato non è nuovo a operazioni di questo tipo, spesso confluite in libri e trasmissioni TV a firma del giornalista e scrittore Vinceti, autore tra l’altro del fortunato Delitti e Misteri del passato – da Giulio Cesare a Pasolini  (Rizzoli).

Dalle ossa di Matteo Maria Boiardo a quelle di Giacomo Leopardi, dalla tomba di Pico della Mirandola a quella di Poliziano, fino alla ricostruzione del viso di Dante Alighieri, non c’è spoglia di grosso calibro che sia sfuggita alle loro indagini.

L’ultimo colpaccio, l’individuazione del luogo di sepoltura dei resti mortali di Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Secondo il dossier del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali, l’individuazione del DNA di Monna Lisa rappresenta il completamento della fase due del progetto di ricerca. La terza fase sarà incentra sulla ricostruzione delle caratteristiche somatiche e delle sembianze fisionomiche di Monna Lisa.

La quarta e ultima si concentrerà su eventuali trattamenti conservativi e ritumulazione dei resti.



Fonte: Mente Locale

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