Jacob Barnett. Probabilmente questo nome non vi dirà niente, ma tenetelo a mente, potrebbe essere il prossimo Premio Nobel nel campo della fisica.

Jacob-Barnett

Jake è un ragazzino di 14 anni, originario dell’Indiana (USA), il cui QI è superiore a quello di Albert Einstein e che si è dimostrato un genio sia in campo matematico sia scientifico, tanto da essere conteso da: CERN, MIT, Ivy League, Oxford, dal laboratorio supersegreto di Los Alamos e dalla Cina.

La genialità di questo ragazzino non è stata subito riconosciuta, infatti, a 14 mesi gli era stata diagnosticata una forma di autismo. Su consiglio dei medici i genitori si stavano informando su un percorso scolastico alternativo e avevano tolto a Jake le carte dell’alfabeto che tanto adorava.

Questo approccio risultò controproducente: Jake iniziò a non parlare, a nascondersi e a isolarsi. Nel 2002, in una libreria, Kristine, la madre di Jake, notando l’interesse del figlio per un testo universitario sull’astronomia, decise di portare il figlio al planetario. Qui, Jake iniziò a rispondere a domande complesse sulla forza gravitazionale dei pianeti. Tutte queste nozioni le aveva memorizzate nel tempo trascorso in libreria.

Kristine decise cosi di fornire al figlio libri, visite guidate e tutto ciò che destava la sua curiosa. A poco a poco Jake smise di isolarsi e ricominciò a parlare.

Potremmo riportare numerosi aneddoti relativi a fatti eccezionali ricollegabili a Jake, come quando a 4 anni era riuscito a memorizzare una mappa degli Stati Uniti e a fornire alla sua famiglia le indicazioni per il viaggio da Indianapolis a Chicago, stando comodamente seduto sul suo seggiolino nel retro dell’automobile; o come sapeva riprodurre la musica di un concerto dopo averla ascoltata una sola volta, senza mai aver ricevuto nessuna lezione formale.

All’età di 8 anni frequentava lezioni di matematica, astronomia e fisica; iniziò a sviluppare modelli spazio – temporali e modelli dimensionali dello spazio, aiutando i propri professori a spiegare le varie teorie agli altri studenti.

L’estate scorsa ha ottenuto un posto da ricercatore presso l’università di Indianapolis, ormai il lavoro del master gli andava stretto, Jake voleva intraprendere un dottorato di ricerca.

Jacob definisce il suo modo di vedere il mondo in modo semplice: “semplicemente lo vedo in modo più scientifico rispetto alla gente normale. Riesco a vedere tutte le ombre che ci sono nella stanza e tutte le diverse gradazioni.”

I genitori (che hanno un QI particolarmente alto) non hanno mai forzato Jake a perseguire il successo, pensano al suo bene e non a quello della scienza. Intanto gli altri due fratellini (Wes, 12 anni e Ethan 9) hanno già mostrato un QI elevato e stanno già completando alcuni corsi in materie scientifiche di livello universitario.

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