Lo Special One fuori onda: “Al Chelsea manca un goleador”. L’ex interista si contraddisse nella sua autobiografia ricordando un Camerun-Zambia.

Eto'o-Mourinho

Ogni tanto ritornano. I dubbi sull’età reale dei calciatori africani. Ultimamente si è parlato tanto del laziale Joseph Marie Minala, da un paio di giorni sotto i riflettori c’è Samuel Eto’o. Colpa di Jose Mourinho che senza sapere di essere registrato dalle telecamere francesi di Canal Plus parlando con il responsabile di una marca di orologi si è lamentato ad alta voce: “Il problema del Chelsea à che ci manca uno che faccia gol. Ne ho uno ma ha 32 anni, o magari 35, chi lo sa?”. Il riferimento è a Samuel Eto’o, ufficialmente nato il 10 marzo del 1981, quindi vicino al trentatreesimo compleanno. “Stavo solo scherzando parlando in privato, non ero serio – ha spiegato Mourinho nella conferenza pre-Champions – Imbarazzato? Dovrebbe esserlo chi ha diffuso il contenuto di quella conversazione. I giornalisti dovrebbero vergognarsi. Eto’o non se l’è presa. L’ho voluto io al Chelsea”. Ma ormai il caso è scoppiato.

Sull’età dell’ex interista si è sempre speculato, anche perché è stato lo stesso Samuel ad alimentare qualche dubbio. Eto’o ha scritto il prologo dell’autobiografia del suo idolo di gioventù, il longevo Roger Milla. Comincia cosi: “Mi ricorderò sempre della prima volta che vidi Roger. Era alla vigilia di un Camerun-Zambia, a Douala. Io avrò avuto 6-7 anni. Ho atteso la fine dell’allenamento per chiedergli un autografo, lui mi regalò le scarpette da calcio! Impazzii!”.

Tra il 1969 e il 2001 lo Zambia ha giocato solo una volta in Camerun, il 21 aprile del 1985 al famoso Omnisports di Yaounde, abituale casa calcistica dei Leoni Indomabili. Era una gara di qualificazione Mondiale e finì 1-1. Eto’o allora aveva ufficialmente 4 anni e viveva effettivamente nella capitale dello Stato africano dove il padre era approdato per lavoro. A Douala la famiglia Eto’o si trasferì qualche anno dopo.

Nella sua autobiografia “spagnola”, scritta con due giornalisti di Sport, Samu ricorda quella stessa partita ma in maniera differente e senza specificare l’età: “Dalle 8 di mattina facemmo una fila chilometrica per entrare allo stadio alle 3 del pomeriggio. Poi restammo lì, in piedi, ad aspettare l’inizio della gara: eravamo tanto stretti che non ci si poteva muovere nemmeno per andare al bagno. Vincemmo 2-0 con un grande Nkono ma questa partita me la ricorderò per tutta la vita perché alla fine il grande Roger Milla lanciò in tribuna la maglia che dopo una serie di rimbalzi finì tra le mie mani. La strinsi forte e nessuno riuscì a fermarmi. Nemmeno Ben Johnson ha mai corso tanto”. Una giornata davvero particolare per un bambino di 4 anni…
In generale ricordi un po’ confusi, il luogo, il risultato, la vigilia, la partita, le scarpe, la maglia, e quel dato sull’età che sembra dar ragione a Mourinho. Attorno, tante voci che vorrebbero Eto’o nato ancora prima. In attesa di conferme ufficiali, restano i dubbi.


Fonte: Gazzetta

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