Illustrato nei giorni scorsi l’ambizioso obiettivo della provincia giapponese di Fukushima: entro il 2040 il 100% di energie rinnovabili.

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La provincia di Fukushima (popolazione circa 2 milioni di abitanti) e’ stata devastata nel 2011 dal terremoto, dallo tsunami e dal gravissimo incidente nucleare della centrale Daiichi. L’annuncio e’ stato dato in occasione di una Conferenza svoltasi nella settimana passata ed e’ sembrato una risposta “polemica” ad un altro annuncio, quello del primo ministro Shinzo Abe, per la ripresa del nucleare in tutto il Paese.

Il primo ministro che lo ha preceduto, Morihiro Hosokawa, sostenitore da tempo di una piattaforma anti-nucleare, ha dichiarato: “Il mito dell’energia nucleare pulita e sicura e’ collassato. Noi non abbiamo un posto dove collocare i rifiuti nucleari. Riavviare gli impianti e’ un crimine contro le future generazioni”.

Il processo di sviluppo delle rinnovabili nella provincia di Fukushima e’ peraltro gia’ in atto: attualmente il 22 per cento dell’energia deriva dalle fonti rinnovabili e la capacita’ dell’eolico offshore raggiungera’ – a giudizio del ministro giapponese dell’Economia – i 1.000 MW. Nello stesso tempo nelle aree contaminate circostanti la ex centrale nasce il Villaggio delle energie rinnovabili (REV), con 120 sistemi solari e progetti per impianti eolici onshore.



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