Secondo il rapporto Istat sui decessi del 2012, prevalgono le morti per malattie del cuore e celebrovascolari. Oltre 96mila i tumori maligni, in crescita demenze e Alzheimer.

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Sono stati pubblicati i dati Istat relativi alle cause di morte in Italia nel 2012. Su un totale di poco più di 613mila decessi, i tre motivi di morte più frequenti sono le malattie ischemiche del cuore (75mila casi), le malattie cerebrovascolari (61mila) e le altre malattie del cuore (48mila). Seguono poi i 33mila decessi per tumori maligni che colpiscono trachea, bronchi e polmoni (complessivamente le morti tumorali sono state però oltre 96mila), poi ancora dietro le malattie ipertensive, a quota 31mila.

Demenze e Alzheimer – in crescita – hanno causato nel 2012 un totale di 26mila decessi, si attestano al sesto posto e corrispondono al 4,3% del totale. Tuttavia ci sono differenze territoriali: rispetto al sud, le demenze e l’Alzheimer causano più decessi al Nord e al Centro, dove hanno una forte incidenza anche le influenze e le polmoniti. Viceversa, nelle regioni meridionali si registrano più morti per diabete mellito.

Il tasso standardizzato di mortalità è stato di 92,2 individui per 10mila residenti. Rispetto a 5 anni prima, nel 2007, il tasso di mortalità è sceso del 6%, nonostante il numero dei decessi sia salito del +7% a causa dell’invecchiamento della popolazione.

Considerando le differenze di genere, negli uomini sono più frequenti i decessi per tumori maligni di trachea, bronchi e polmoni, mentre nelle donne prevalgono malattie ipertensive, demenze e Alzheimer. Il tumore alla prostata negli uomini è la decima causa di morte con 7mila casi, mentre per le donne i decessi dovuti a tumori al seno sono stati 12mila, rappresentando la settima causa di morte in assoluto e la prima di natura oncologica.

Per quanto riguarda le fasce di età, tra i quasi 800 decessi per i bambini fino a 14 anni sono prevalse le malformazioni congenite e le leucemie, mentre per i giovani tra i 15 e i 24 anni la principale causa delle 1.800 morti sono stati gli incidenti da trasporto, seguiti dai suicidi. Nella fascia successiva, tra i 25 e i 64 anni, la frequenza di decessi è massima per cause tumorali, seguite dalle morti dinatura violenta e dalle patologie cardiovascolari, soprattutto per gli uomini. Tra i 65 e gli 84 anni si sono registrati decessi per 157mila uomini e 124mila donne, ossia circa la metà del totale, soprattutto per cardiopatie ischemiche e malattie cerebrovascolari. Oltre gli 85 anni invece le cause più frequenti sono le malattie del sistema circolatorio (cardiopatie e malattie cerebrovascolari), e nelle donne c’è una maggior incidenza dell’Alzheimer, che arriva al 7% del totale.



Fonte: Wired

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