Oltre vent’anni di documenti dello scienziato digitalizzati e raccolti in 13 volumi, in buona parte tradotti anche in inglese. Ci sono sia scritti scientifici che materiali pop.

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L’università di Princeton, dove Einstein ha insegnato dal 1933 fino alla sua morte nel 1955, ha pubblicato un nuovo archivio digitale chiamato The Collected Papers of Albert Einstein. Migliaia di documenti originali sono disponibili gratuitamente per la consultazione online, dalle lettere inviate ai giornali al diario personale di Einstein, ma anche i messaggi lasciati in giro dallo scienziato in luoghi assolutamente non convenzionali, come ad esempio all’interno delle sue scatole da scarpe.

Attualmente l’archivio comprende circa 5mila documenti raccolti in 13 volumi. Anche se i manoscritti sono presentati in lingua originale, ossia in tedesco, nella maggior parte dei casi è disponibile anche una traduzione in inglese. Un sesto volume -contenente circa un migliaio di documenti – dovrebbe arrivare online a gennaio 2015, ma in totale i documenti originali su cui si sta lavorando per la pubblicazione completa sono molti di più, circa 80mila.

I documenti già disponibili nell’archivio digitale riguardano il periodo che va dall’adolescenza al 1923, quando aveva 44 anni e aveva appena ricevuto il premio Nobel per la fisica. Se da una parte è possibile consultare i manoscritti scientifici sulla teoria della relatività generale, dall’altra c’è anche il materiale pop, dalle lettere d’amore dei tempi del liceo alle sue frasi più celebri, fino ai documenti sul suo divorzio.

I manoscritti pubblicati non sono però tutti nuovi: una parte era già disponibile dal 2003 sul sito Einstein Archives Online grazie a un lavoro coordinato dell’università ebraica di Gerusalemme, del Caltech (l’istituto californiano che si occupa di tecnologia) e dell’università di Princeton.

Ora l’archivio è stato soprattutto ripulito e meglio organizzato. L’ordine scelto dai curatori è quello cronologico, e per ciascun volume c’è una tabella di contenuti che contiene i link ai singoli documenti. Tuttavia, per orientarsi bene sarebbe necessario conoscere qualcosa della vita di Einstein già prima di entrare nell’archivio, perché i titoli a volte sono un po’ criptici. Ma navigare a vista può essere anche più divertente, ed esplorando i manoscritti si scoprono un sacco di informazioni interessanti e curiose.



Fonte: Wired

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