La soluzione sviluppata da V-Nova mette le ali allo streaming di contenuti in Ultra HD. E li porta su tv e dispositivi mobili usando la metà della banda oggi necessaria.

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Gestire la trasmissione di video e immagini in altissima definizione è un’impresa titanica. La densità di pixel e dati da animare spaventa e paralizza la connessione come lo sguardo pietrificante della Medusa. Per riuscire a domarla servirebbero i sandali alati di Perseo, leggeri e veloci. Proprio dall’eroe della mitologia greca prende il nome la soluzione che V-Nova ha messo a punto per rendere più fluido lo streaming di contenuti in Ultra HD. Perseus è in grado di far viaggiare flussi in qualità 4K assorbendo solo la metà della banda oggi richiesta.

Chi non può vantare una connessione da almeno 20 Mbps difficilmente può fruire al meglio di tutti i dettagli visivi di film e serie tv. Appoggiandosi al metodo che prende il nome dal figlio di Zeus nonché sposo di Andromeda invece, 20 Mbps bastano per far scorrere 3 film in 4K contemporaneamente.

Il sistema di compressione promette di essere dalle 2 alle 3 volte più efficiente dei principali codec esistenti (H.264, JPEG2000 e HEVC) con uno standard capace di mantenere l’immagine stabile e nitida anche a bitrate molto bassi (sotto i 500 kbits/s). Praticamente una qualità Ultra HD con un bitrate da HD.

“Perseus rende il 4K commercialmente disponibile su larga scala, permette di offrire la qualità HD sulle connessioni mobile 3G e 4G, e rende accessibile lo streaming video a milioni di persone che oggi sono ancora tagliate fuori”, spiega Guido Meardi, CEO e fondatore di V-Nova. “L’aspetto più importante è che la soluzione raggiunge tutti questi obiettivi con l’attuale infrastruttura e la banda disponibile ad oggi”.

Tradotto in soldoni, video ultra definiti anche per gli utenti non dotati di connessioni ultraveloci e più flessibilità e profittabilità per le emittenti. Il trend del consumo di video è in crescita esponenziale, soprattutto su dispositivi mobili, e Perseus vuole essere altrettanto rapido nel seguirne l’evoluzione. I dati parlano di 300 ore di filmati caricate su YouTube ogni minuto.

I video saranno responsabili dell’80% del traffico dati mondiale entro il 2018, insieme a 1,8 miliardi di fruitori di video chat e a 2,5 miliardi di videogiocatori online.

Perseus potrebbe far comodo a tutti, e intanto gli appassionati diNetflix (che nelle ore di picco è responsabile del 35% dell’utilizzo di banda negli Usa) e Amazon Prime già si fregano le mani. Lo stesso stanno facendo emittenti e produttori di tv. “Saranno felici di avere dalla loro parte una tecnologia come questa, che può dare una spinta a tutta l’industria, incoraggiando realizzazione, vendita e distribuzione di contenuti in 4K”, spiega Ian Maude, esperto di media presso la società Enders Analysis.

V-Nova però resta impegnata su più fronti. La startup fondata in Inghilterra nel 2011 impiega oggi persone di 20 nazionalità diverse e ha stretto accordi con altrettante realtà. Il consorzio comprende imprese dedite al broadcasting e alle telecomunicazioni (come Sky e Intel, Hitachi e la European Broadcasting Union) ma anche ai settori aerospaziale e medicale (soprattutto dal punto di vista delle diagnosi da remoto). Quando si hanno ai piedi sandali alati, superare gli ostacoli e guardare lontano è molto più facile.



Fonte: Wired

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