Se pensate che le credenze relative al sacrificio umano sia cose da Medioevo vi sbagliate. Verso la fine di luglio ho appreso in internet che un bambino di dieci anni è stato ucciso in Nepal per scacciare gli spiriti maligni che avrebbero posseduto il corpo del figlio di un abitante del villaggio.

sacrificio umano nepal

Ci troviamo nel villaggio di Kudiya, distretto sud-orientale di Nawalparasi, verso il confine con l’India, quel giorno venne indetta una riunione al villaggio, perchè Kodai Harijian sosteneva che il figlio malato fosse posseduto;la cura venne indicata dallo sciamano Ganga, il quale stabilì che era necessario un sacrificio umano. In molti non presero sul serio le parole dei dei due uomini, tra cui Ram Baran, il nonno della vittima.

Jivan stava giocando con altri bambini, quando la sua attenzione fu attirata dalla promessa di poter avere avere 50 rupie (l’equivalente di 50 centesimi di euro) e un pacchetto di biscotti.

Sembra che al sacrificio abbiano partecipato cinque persone, tutte arrestate dalla polizia, che ha rinvenuto il corpo del piccolo in riva al fiume tre giorni dopo l’omicidio.

Kodai Harijian ha confessato il delitto, che si è svolto presso un tempio indù (o in un prato, le informazioni non erano ancora certe), dove il bambino è stato sgozzato con un falcetto, mentre tre adulti lo tenevano fermo.

Il sacrificio di animali è una pratica nota in queste zone, soprattutto in concomitanza di alcune festività induiste. Da alcune fonti di alcune organizzazioni internazionali, come Plan International, il Nepal sta vivendo numerose tragedie umanitarie dopo del terremoto che l’ha colpito. L’incidenza dei matrimoni con spose-bambine è aumentata notevolmente, circa il 41% delle spose sono minorenni. Questo avviene soprattutto nella casta degli “intoccabili” (come nel caso del villaggio Kudiya), dove le famiglie cercano di “liberarsi” delle figlie.

Il Nepal non è l’unico paese soggetto a questi episodi, in Uganda  si sono contati almeno 900 casi negli ultimi anni secondo un rapporto dell’ong inglese Jubilee Campaign avvalorato dalla Bbc.

In Uganda il sacrificio umano non è da imputare alla povertà, anzi è una pratica diffusa tra le classi sociali più elevate: molto spesso gli stregoni non vengono neanche perseguitati dalla giustizia o vengono solamente condannati per reati minori.


Sources :

Aska News: www.askanews.it
Corriere: www.corriere.it

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