Un Nobel, una vita colma di successi scientifici, eventi avventurosi e qualche luce e ombra sul piano morale. Ecco la storia di Heisenberg (non di Walter White).

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Il premio Nobel per la chimica 2015 è andato a Tomas Lindahl,Paul Modrich e Aziz Sancar, per le loro ricerche sui meccanismi di riparazione del dna. Niente da fare dunque per Walter White, aka Heisenberg, il brillante professore di chimico trasformatosi in signore della droga di Breaking Bad, che ogni anno speriamo (insieme a tanti) vinca il celebre premio per la sua blue meth. Se a lui è andata male, lo stesso non si può dire però per lo scienziato che ha ispirato il suo alias: Werner Heisenberg, inventore della meccanica quantistica e premio Nobel per la fisica nel 1932. Come il personaggio interpretato da Bryan Cranston, anche l’Heisenberg in carne e ossa ha avuto una vita scandita non solo da grandi successi scientifici, ma anche da luci e ombre sul piano morale, e vicende relativamente avventurose. Ricordiamola insieme.

Nato il 5 dicembre 1901 a Würzburg, in Germania, Werner Heisenberg studia matematica e fisica alla Ludwig Maximilian Universität di Monaco, completando il suo dottorato nel 1922, e recandosi poi l’anno successivo in Danimarca, per continuare le sue ricerche sotto la guida di Niels Bohr. Qui il suo lavoro si concentra sulla formalizzazione della meccanica quantistica (il suo approccio è noto come meccanica delle matrici, ed è la prima versione completa e autoconsistente della meccanica quantistica), completata nel 1925 e culminata nel 1927 con l’introduzione del celebre Principio di indeterminazione.

Divenuto professore di fisica teorica presso l’università di Lipsia,Heisenberg continua quindi a lavorare sui grandi problemi della fisica, come la teoria quantistica dei campi, e la soluzione del mistero del ferromagnetismo. Questo periodo culmina quindi nel 1932 quando, a soli 31 anni, vince il premio Nobel per la fisica per “l’invenzione della meccanica quantistica, le cui applicazioni hanno portato, tra le altre cose, alla scoperta delle forme allotropiche dell’idrogeno”.

È più o meno a questo punto che la vicenda si fa più avventurosa, e la vita di Heisenberg incrocia alcuni degli eventi storici che hanno marchiato indelebilmente la storia della sua nazione: il nazismo, e la corsa alla bomba atomica. La prima parte di questa vicenda ha inizio nel 1935, quando Arnold Sommerfeld, il mentore di Heisenberg, viene nominato professore emerito, lasciando vacante la sua cattedra da ordinario di fisica teorica. Nella lista di possibili successori redatta dalla facoltà il nome di Heisenberg spicca al primo posto, ma nonostante il giovane scienziato abbia tutti i titoli (compreso un Nobel) per ambire al posto, viene trascinato in mezzo ad una battaglia politica accesissima, che oggi viene ricordata come “l’affare Heisenberg”.

Il movimento dei Deutsche Physik, fisici nazionalisti che nellaGermania nazista avversavano gli scienziati ebrei e la fisicateorica, non apprezza Werner Heisenberg, e ha una differente lista di candidati. Inizia così una battaglia durata quattro anni, in cui Heisenberg viene accusato a più riprese di essere un “ebreo bianco” (o ariano che si comporta come un ebreo), e di insegnare la “fisica degli ebrei”, perché tiene lezioni sulle teorie di Albert Einstein. Gli attacchi si fanno sempre più violenti, e le SS iniziano un’indagine sulle azioni di Heisenberg dagli esiti potenzialmente infausti, fino al 1938 quando nella è costretto ad intervenire lo stesso Heinrich Himmler.

Heisenberg viene quindi scagionato, ma deve rinunciare alla cattedra di Summerfeld. Nel 1939 viene quindi chiamato dal suo paese ad occuparsi del programma nucleare nazista, un progetto a cui lavorerà fino al termine della guerra. Il programma, lo sappiamo bene, non portò mai allo sviluppo di una bomba atomica nazista, ma alcuni indizi (tra cui una lettera mai spedita di NielsBohr) fanno pensare che Heisenberg abbia lavorato al progetto di un ordigno nucleare, con l’esplicita convinzione che avrebbe portato la Germania a vincere la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1945 (dopo aver rischiato di essere assassinato dalla stella del baseball Morris Moe Berg) Heisenberg viene arrestato e imprigionato in Inghilterra dagli alleati, nell’ambito dell’operazione Epsilon organizzata per determinare quanto i nazisti fossero vicini alla realizzazione della bomba.

Tornato in patria l’anno successivo, Heisenberg assume la guida del Kaiser-Wilhelm-Institut für Physik, poi ribattezzato Max Planck Institute, di cui rimase direttore fino al 1970. Heisenberg morì quindi a Monaco di Baviera, il primo febbraio 1976.

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