Ciò che meraviglia, nel venire a conoscenza di scandali come i recenti riguardanti l’Anas e l’Inps, è che il gran numeri d’indagini e di arresti compiuti dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri sembrano non porre alcun freno al ripetersi di fenomeni di corruzione che vedono coinvolti dipendenti pubblici. Situazione questa decisamente diversa da quella del settore privato, dove le figure più frequentemente accusate di comportamenti illeciti sono quelle imprenditoriali.

Foto con loghi Anas e Inps

 

La valutazione del personale nella pubblica amministrazione

Dimostriamo, prima di tutto che, dipendenti e dirigenti di enti quali Anas ed Inps sono da considerarsi personale appartenente al pubblico impiego. L’Anas è una società per azioni di proprietà dello Stato Italiano, che gestisce buona parte delle strade e delle autostrade italiane. Anas ha un unico socio – il ministero dell’Economia – ed è sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’Inps ( Istituto nazionale di previdenza sociale ) è un ente pubblico non territoriale, con sedi in ogni capoluogo di provincia, che gestisce la maggior parte delle assicurazioni sociali obbligatorie dei lavoratori dipendenti.
La riforma del lavoro pubblico, messa in atto con la legge n. 15 del 4 Marzo 2009, finalizzata alla ottimizzazione della produttività, dell’efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni e ad un’ulteriore armonizzazione della disciplina del lavoro pubblico con quello privato, introduceva il concetto di performance individuale.
L’art. 9 comma 2 del decreto legislativo chiariva in particolare che “la misurazione e valutazione della performance è collegata al raggiungimento di specifici obiettivi di gruppo o individuali e alla qualità del contributo assicurato alla performance dell’unità organizzativa di appartenenza, alle competenze dimostrate ed ai comportamenti professionali ed organizzativi
Troviamo, continuando l’analisi della legge, che i soggetti coinvolti nella processo di valutazione della performance sono essenzialmente due: i dirigenti ai quali rimane la competenza di decidere l’attribuzione dei trattamenti economici accessori e un organo centrale con competenze di carattere generale che è la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche.Questo organismo centrale che indirizza, coordina e sovrintende all’esercizio del processo di valutazione svolge l’importante funzione di definire i parametri e i modelli di riferimento del sistema di misurazione e valutazione della performance.

La licenziabilità del personale della pubblica amministrazione

Il perché fenomeni di corruzione e/o di comportamenti illeciti (vedasi anche i fenomeni di corruzione al Comune di Roma e degli assenteisti al Comune di Sanremo) sono così frequenti nel personale della pubblica amministrazione può avere diverse spiegazioni; alla base esiste evidentemente la convinzione che i rischi siano minori dei vantaggi ottenibili facendosi corrompere o con la messa in atto di tecniche assenteistiche. Questa convinzione si basa perlomeno su tre elementi:

  • il sistema di valutazione non sempre funziona e non permette d’individuare il personale non performante;
  • il sistema funzionerebbe, ma i soggetti coinvolti nel processo di valutazione sono, nel migliore dei casi, incompetenti se non addirittura conniventi;
  • il personale corrotto e non performante, una volta individuato, non sempre viene licenziato per motivi disciplinari, così come invece avviene frequentemente nel settore privato.

Non risponde al vero che gli assunti nel settore pubblico non sono licenziabili, poiché ciò è previsto dal Decreto legislativo 165/2001. L’articolo 2 sancisce che al lavoro pubblico si applichino le norme del Codice Civile relative al licenziamento per giusta causa (l’art. 2119 c.c) e per giustificato motivo oggettivo (l’art. 3 della legge 604/66). Proprio come i dipendenti privati quindi, chi lavora nelle pubbliche amministrazioni può essere licenziato per inadempimento agli obblighi contrattuali. Lo stesso decreto stabilisce inoltre che in caso di mancato rispetto degli obblighi di diligenza e fedeltà, ai dipendenti pubblici si applichino le sanzioni disciplinari previste dall’articolo 2016 del Codice Civile.
I dati forniti dal sito della Funzione Pubblica danno però ragione al sospetto che il rischio valga la candela; nel 2013, su un totale di 6900 procedimenti disciplinari avviati, sono stati licenziati solo 220 dipendenti. I dati dimostrano che la stragrande maggioranza dei casi si conclude con sanzioni più o meno gravi piuttosto che con licenziamenti. Sarebbe interessante scoprire il perché di questa enorme differenza con il settore privato.


Sources :

altalex: http://www.altalex.com/documents/news/2009/06/15/valutazione-e-validazione-della-performance-nel-pubblico-impiego-contrattualizzato
tgcom.24: http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/dipendenti-pubblici-220-i-licenziati-in-un-anno-la-meta-per-assenze_2090233-201502a.shtml

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