La combattiamo con agende sempre più fitte, ma poi, puntualmente, arriva: qual è l’utilità scientifica della noia? La scienza di una condizione tanto comune quanto difficile da affrontare.

noia

Pronti a riempire i prossimi 10 minuti di noia con alcune curiosità – speriamo – non noiose? Ecco a che punto sono gli studi scientifici su uno stato di vuoto e riposo di cui il nostro cervello sembra avere, almeno in parte, bisogno.

LA NOIA È DIVERSA DALL’APATIA. Anche se i due termini sono spesso usati come sinonimi, essere annoiati è molto diverso dall’essere apatici, e ritrovarsi sul divano a fare zapping in preda all’inedia. Secondo James Danckert, psicologo cognitivo dell’Università di Waterloo, la noia implica l’urgenza di voler fare qualcosa, una forte motivazione a tenersi impegnato ma anche la totale, apparente assenza di un’attività che in quel momento possa soddisfarci.

SI PUÒ MORIRE DI NOIA? Uno studio londinese condotto nel 2010 ha analizzato alcuni questionari sottoposti a oltre 7500 impiegati statali alla fine degli anni ’80. Si è visto che chi all’epoca aveva definito la noia un grosso problema nella propria vita, aveva il 37% di probabilità in più di essere deceduto al momento della ricerca. Questo non perché la noia sia causa di morte, ma perché probabilmente era correlata ad altri fattori di rischio per la salute, come la depressione o cattive condizioni di salute.

CE NE SONO DI DIVERSI TIPI. E si può oscillare dall’uno all’altro con una certa facilità. Molte persone avvertono un senso di agitazione e irrequietezza quando sono annoiate, e fanno di tutto per uscire da quella situazione. Un altro tipo di noia è quello che si sperimenta durante una lettura, o una conferenza noiosa: in quel caso la sensazione preponderante è più soporifera.

I BAMBINI DOVREBBERO ANNOIARSI DI PIÙ. Occupare tutto il tempo libero dei figli con una serrata routine di attività rischia di non permettere ai più piccoli di trovare la propria vera inclinazione, impegnati come sono a seguire una programmazione che altri hanno scelto per loro. Sperimentare un minimo di noia è invece un passo necessario per capire quali sono le attività a cui invece ci si vorrebbe dedicare. L’importante è che il tempo speso ad annoiarsi sfoci in qualche buona decisione, e non sia sprecato.

LA RELAZIONE TRA NOIA E TECNOLOGIA NON È CHIARA. Del possibile legame tra internet, dispositivi mobili e facilità ad annoiarsi si parla spesso, ma è difficile fare confronti tra oggi e sessant’anni fa per la mancanza di un gruppo di controllo. Il sospetto di molti esperti è che ci si annoi esattamente oggi come allora, ma che abbiamo cambiato il modo di occupare questo spazio.

IL TUO CERVELLO FA DI TUTTO PER METTERLA A TACERE. Secondo uno studio dell’Università di Glasgow, quando siamo costretti ad ascoltare un discorso noioso, come durante una riunione poco entusiasmante, il nostro cervello ricorre a un trucco per evitare il torpore: “doppia” le parole dello speaker con una voce interiore – una sorta di doppiatore personale – che le rende più interessanti. I ricercatori se ne sono accorti osservando un incremento nell’attività della corteccia uditiva durante i passaggi più noiosi di una narrazione creata apposta in laboratorio.

È LA CHIAVE DI ACCESSO ALLA CREATIVITÀ. Nei momenti “morti” in cui ci sembra di perdere tempo lasciamo in realtà la nostra mente libera di vagare, favorendo lo sviluppo di soluzioni creative e geniali. Potrebbe essere questo il motivo per cui, quando siamo impegnati in un compito complesso, ogni tanto ci deconcentriamo. Studi scientifici dimostrano che chi, dopo aver ricevuto in consegna un problema da risolvere, viene lasciato libero di non fare nulla per alcuni minuti, trova soluzioni più rapide e brillanti di chi invece rimane concentrato senza interruzioni. Se siete maniaci del multitasking, quindi, ricordatevi di inserire, nella vostra giornata, qualche minuto di nulla.

COME SI COMBATTE. In parte, come abbiamo visto, accettandola. Ma se la noia è una compagna fissa di alcuni momenti della giornata – per esempio, perché fate un lavoro ripetitivo o poco stimolante – gli esperti suggeriscono di pensare al fine ultimo dell’azione che state compiendo, di ricordarvi il motivo iniziale che vi ha spinto verso quell’attività e di concentrarvi sulla perfezione del gesto, con uno spirito analogo a quello di molte forme di meditazione. Per aiutare i bambini ad affrontare la noia, invece, meglio sedersi con loro e stilare una lista delle loro attività preferite. Quando si lamenteranno della noia, potrete ricordare loro che hanno varie opzioni per combatterla.

 



Fonte: Focus

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