Quanto deve durare una vacanza per farci bene? La depressione post vacanze esiste davvero? C’è un modo per far “durare di più” le vacanze senza aggiungere altri giorni? Le ferie secondo la scienza.

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Come devono essere le vacanze secondo la scienza per farci davvero bene? Ci sono trucchi per mantenere più a lungo l’effetto positivo della pausa estiva? Meglio dividere le ferie e farle tutte assieme? Vediamo se e come la scienza e la statistica può darci una mano

1. FELICITÀ E VACANZE

Alcuni ricercatori olandesi hanno provato a misurare l’effetto che le vacanze hanno sulla felicità generale e per quanto tempo dura. Lo studio, pubblicato sulla rivista Applied Research in Quality of Life nel 2010, ha dimostrato che i livelli di felicità sono influenzati e crescono notevolmente già dal momento in cui pianifichiamo la vacanza. L’effetto di anticipazione ci renderebbe felici già otto settimane prima del viaggio.

Dopo la vacanza, la felicità scende rapidamente per tornare ai livelli di base per la maggior parte delle persone.

Ma non in modo uniforme. Chi ha passato una brutta vacanza (stressante), normale o rilassante, non registra una grande felicità post-vacanza. «Non sono più felici rispetto alle persone che non sono state in vacanza» spiega l’autore principale dello studio, Jeroen Nawijn. Gli unici vacanzieri che sperimentano un aumento di felicità dopo il viaggio, sono quelli che si sono sentiti “molto rilassati”. Per loro l’effetto “felicità  da vacanza” dura fino a due settimane dopo il viaggio e poi torna ai livelli iniziali.

2. LA DEPRESSIONE POST-FERIE NON ESISTE

Tutti gli esperti di psicologia del turismo sono concordi: la depressione post ferie o “post vacation blues” non esiste, è un’esagerazione e non figura in nessun manuale dei disturbi certificati. Il problema, piuttosto, è nelle aspettative: più sono alte e più c’è il rischio – se le vacanze non sono andate come ci aspettavamo – dell’effetto delusione.

3. VACANZE BREVI? NON È DETTO CHE SIA UN MALE

Lo studio olandese non ha trovato alcuna relazione tra la lunghezza della vacanza e la felicità generale. Poiché la maggior parte della spinta felicità viene dalla pianificazione di una vacanza, lo studio suggerisce che possiamo ottenere di più di una serie di piccoli viaggi, che da una lunga pausa.

Lo conferma anche Pierre Delbarre dell’Ospedale Park Royal di Parigi (Francia), che indagando gli effetti sulla vacanza di salute, è giunto alla conclusione che soffriamo di meno se facciamo vacanze brevi e frequenti: almeno due o tre periodi di vacanza di tra otto e dieci giorni all’anno. Tesi confermata anche da un’analoga ricerca condotta negli Stati Uniti: il week-end è meglio di una lunga vacanza.

4. PEAK END

L’effetto positivo di riposo può essere esteso con certi trucchi. Per esempio, gli studi di Donald Redelmeier e Daniel Kahneman dell’Università di Toronto (Canada) portano alla conclusione che fare qualcosa di intenso poco prima della fine delle vacanze aumenta il tempo di relax successivo al ritorno dalle vacanze. È la regola del “peak end”.

5. LE VACANZE MIGLIORI? QUELLE DI STUDIO!

Charlotte Fritz, ricercatrice presso l’Università Tecnica di Braunschweig (Germania), ha condotto diversi studi  sugli effetti delle vacanze sulla salute e ha concluso che le migliori sono le “esperienze di apprendimento”, e quelle che permettono di acquisire nuove competenze. Fare un corso di lingua o di alpinismo, per esempio, sembra ridurre i livelli di stanchezza e stress legato al lavoro al ritorno dalle vacanze.

6. POCHE VACANZE? C’È CHI STA PEGGIO

Per noi italiani, le vacanze sono un diritto sancito dalla Costituzione (art. 36), e a oggi in media possiamo godere di 31 giorni di ferie pagate (contando anche le feste come Natale, Ferragosto, 25 Aprile etc). Ma c’è chi sta molto peggio. In Giappone sono fermi a 10 giorni, mentre negli Stati Uniti le ferie non sono un diritto e spesso non vengono pagate.

7. FERIE D’AGOSTO

Secondo Eurostat, noi italiani abbiamo il record europeo per la maggior parte delle vacanze trascorse d’estate, in particolare ad agosto. Il 74% delle notti turistiche degli italiani si concentra infatti nel periodo estivo, a differenza di quelle degli abitanti degli altri Paesi europei, che sono meglio distribuite durante l’anno.

8. VACANZE ITALIANE

Siamo anche quelli che preferiscono giocare “in casa”, con una spiccata tendenza a trascorrere le vacanze all’interno dei confini nazionali: il 70,7% delle notti turistiche sono trascorse in Italia.

Nel 2016 la Sicilia è la meta preferita, seguita da Puglia e Trentino. All’estero invece privilegiamo l’Europa del Sud e Mediterranea (Spagna, Grecia, Portogallo, Croazia).



Fonte: Focus

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