Ci sforziamo perché pensiamo che facciano bene. Ma alcuni di quelli che ormai tendiamo a considerare piccoli sacrifici (o noiose routine) della vita quotidiana necessari per la salute non sono fondati su ragioni solidissime da un punto di vista scientifico. Con un po’ di buon senso, ovviamente, talvolta si può… soprassedere.

BERE 8 BICCHIERI DI ACQUA AL GIORNO. Si pensa che l’origine di questa raccomandazione sia in una pubblicazione americana che risale addirittura al 1945: diceva che le persone hanno bisogno di almeno 2 litri e mezzo di acqua al giorno. Aggiungeva però che questa quantità la assumiamo quasi completamente attraverso i cibi che mangiamo. Dunque, al contrario di quanti molti credono, non rischiamo continuamente la disidratazione, e anzi non c’è nessun beneficio specifico a bere acqua oltre a quella di cui si ha sete. Sulla quantità giusta non ci sono in realtà raccomandazioni specifiche: dipende da quello che si mangia, da dove si vive, da quanto si suda.

LAVARSI LE MANI CON SAPONI DISINFETTANTI. Alla fine, dopo un dibattito durato anni, negli Stati Uniti sono stati banditi i saponi antibatterici: i produttori non sono riusciti a fornire le prove, richieste dall’ente regolatore, la FDA, che siano più efficaci del sapone normale nel combattere i microbi. Non solo: le sostanze che svolgono l’azione considerata anti-batterica, come il triclosan, potrebbero essere dannose nel lungo periodo. Lavarsi le mani con acqua e sapone resta il modo migliore per prevenire la diffusione dei germi. Se non sono disponibili, possono andare bene come alternativa i prodotti a base di alcol.

FARE STRETCHING PRIMA DELLO SPORT. Che prima e dopo qualunque tipo di esercizio fisico sia necessario fare stretching è diventato quasi un mantra. Ma alcune ricerche recenti suggeriscono che non abbia particolare efficacia nel ridurre gli incidenti muscolari, migliorare la prestazione o prevenire i dolori muscolari. Con lo stretching aumenta la flessibilità, che ritorna allo stato di partenza dopo circa un mese da quando si sospende l’abitudine. Per una ballerina o una ginnasta ovviamente la flessibilità è importante, per chi corre meno. Se farlo o no dipende dalle preferenze personali. Le ultime raccomandazioni dicono: meglio un riscaldamento graduale dei muscoli che simuli i movimenti che si andranno a fare, piuttosto dell’allungamento.

USARE IL FILO INTERDENTALE. A sorpresa, a finire sotto inchiesta è stata anche una delle raccomandazioni più universali dei dentisti. L’estate scorsa, la British Dental Association ha annunciato che gli studi su cui si basa questa regola, che anche al buon senso sembrerebbe plausibile, sono pochi, condotti su un piccolo numero di persone e di “qualità molto bassa”. Pare insomma che non ci sia uno straccio di prova che serva davvero alla salute di denti e gengive. Dipende forse dal fatto che pochi passano il filo nel modo giusto? (la modalità corretta sarebbe su e giù lungo i lati dei denti). Il verdetto non è ancora definitivo.

MANGIARE 5 PORZIONI DI FRUTTA E VERDURA. Sul fatto che frutta e verdura facciano bene alla salute non si discute. Però a voler vedere quale sia la quantità esattamente raccomandata, e come si misuri, le risposte non sono più tanto chiare. Di recente, uno studio ha trovato che il numero migliore sia 7. In Danimarca ne suggeriscono 6, in Australia 7. Ricerche più recenti parlano di 8 e 10.
Alla regola delle 5 porzioni si è arrivati traducendo in pratica il suggerimento dell’OMS secondo cui la dieta corretta dovrebbe prevedere un minimo di 400 grammi di vegetali al giorno (patate escluse) per la prevenzione delle malattie. Una porzione sarebbe quindi di circa 80 grammi. Ma… il Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione italiano raccomanda tre porzioni di frutta (da 150 grammi l’una) e due di verdura (da 50 grammi se mangiata cruda, da 250 grammi da cuocere). Mangiatela ogni volta che potete, senza stare troppo a contare.

PRENDERE LA VITAMINA C. A consigliare la vitamina C contro il raffreddore fu negli anni ’70 il premio Nobel Linus Pauling, e da allora è diventata per molti un’abitudine quasi scontata. A guardare bene, però, uno potrebbe anche rinunciarvi: le prove che abbia l’efficacia che molti le attribuiscono, non ci sono. Una revisione Cochrane che ha analizzato la mole degli studi dedicati all’argomento conclude che assumere regolarmente supplementi di vitamina C non serve a prendere meno raffreddori. Forse, ma non è sicuro, aiuta a far durare meno i sintomi una volta che uno l’ha preso. Siccome però male non fa (gli studi non hanno evidenziato effetti collaterali negativi in chi prende d’abitudine supplementi di vitamina C), ciascuno si può regolare come preferisce.



Fonte: Focus

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