Sappiamo che è governato dalla dinastia dei Kim, in una sorta di monarchia assoluta di stampo comunista che assai poco concede agli altri paesi in fatto scambi. Difficile entrarvi, ancora più difficile uscirvi.

E che ama esibire il suo esercito, durante parate dalle incredibili coreografie umane, disegnate per incantare e spaventare. Sappiamo poi che il suo popolo vive in miseria e nell’illusione che il resto del mondo sia un posto ancora più brutto. E cos’altro? Ecco 15 cose che (forse) non sapevi sulla Corea del Nord.

1. È vietato attraversare il confine nordcoreano con armi, sostanze eccitanti, cellulari e pubblicazioni di qualsivoglia genere. Da febbraio però i visitatori stranieri possono usare la connessione 3G del cellulare. Smartphone e laptop vengono controllati uno a uno alle frontiere,

2. La Corea del Nord ha la sua internet. Si chiama Kwangmyong ed è una rete isolata, non connessa alla internet mondiale. Permette di mandare email, visitare i siti di regime, leggere le news (anche quelle controllate) e accedere a una biblioteca elettronica.

3. Ospita numerose prigioni e persino campi di concentramento, come il famigerato Hwasong (o Campo 16) della cui esistenza si è saputo solo nel 2009 e dove si stima siano stipati 20 mila prigionieri politici. In tutto, secondo fonti internazionali, i detenuti in Corea del Nord sarebbero 200 mila su un popolazione di 25 milioni di abitanti (in Italia sono circa 68 mila su una popolazione di 60 milioni e 600 mila abitanti, negli Usa 2,4 milioni su 318 milioni di abitanti).

A svelare le condizioni disumane a cui sono sottoposti i nordcoreani è stato il libro Fuga dal campo 14 di Shin Dong-hyuk, l’unica persona ad essere riuscita a evadere da una prigione coreana.

4. Il paese può contare anche su uno dei più grandi eserciti del mondo: con circa 1,2 milioni di soldati (e più di 8 milioni di riservisti) di cui 180 mila membri scelti. È un numero incredibile, circa 49 soldati ogni 1.000 abitanti, senza contare i riservisti. Negli Usa sono 5 su 1.000 per fare un confronto.

5. Anche la famiglia del caro leader ha una pecora nera. È il giovane Kim Jong Nam (nella foto), figlio maggiore di Kim Jong il e fratello dell’attuale comandante in capo Kim Jong Un. Nel 2001 fu arrestato in un aeroporto giapponese con un passaporto falso: era fuggito di casa per andare a… Disneyland.

6. È molto difficile violare le maglie della propaganda e della censura in Corea del Nord. Secondo il New York Times però ogni tanto dalla Corea del sud arrivano dvd che mostrano ai “cugini” cosa accade davvero oltre i loro confini.

7. Il salario medio di un operaio è tra i 1,5 e i 2,5 euro al mese (c’è chi dice anche meno). In Cina varia tra i 190 e i 250 euro.

8. Solo i militari e gli ufficiali governativi possono avere l’auto. Queste restrizioni hanno fatto sì che si sviluppasse un sistema illegale di taxi gestiti dagli stessi militari e dai membri del partito di governo. Nella foto, un poliziotto presidia il posteggio delle auto dei gerarchi del partito. Le targhe che iniziano per 727 sono quelle riservate alle vetture delle più alte cariche del governo. Nell’inserto, due abitanti della capitale Pyongyang si muovono in tram.

9. Kim Jong Un possiede 32 residenze e… 20 stazioni: ha paura di volare e si muove solo in treno (ne ha 6, attrezzati di tutto punto con suite, stanze per le riunioni, tv a cristalli liquidi e vasca delle aragoste).

10. Strano, ma vero: in un paese dove quasi tutto è vietato, si può fumare liberamente marijuana. Ma c’è chi è finito in prigione, colpevole di aver tentato di fare uno spinello con carta di giornale dove era ritratto il leader Kim.

11. La Corea del Nord ha lo stadio più grande del mondo: il Rungnado, con 150 mila posti a sedere. L’impianto è teatro, tra agosto e settembre, del Festival di Arirang, il colossale spettacolo di massa organizzato dal regime.

12. I bue jeans sono illegali in Corea del Nord perché il denim rappresenta l’America capitalista. Alle donne nordcoreane sono inoltre vietati 28 tagli di capelli e 10 agli uomini.

13. Kim Jong-il (il padre dell’odierno ditattore) fece rapire dai servizi segreti il regista sud coreano Shin Sang-ok e lo costrinse a fare film sotto il suo regno. Prima di riuscire a fuggire, il regista fu obbligato dal 1978 al 1986 a girare alcuni film della serie Pulgasari, una sorta di Gozilla con le corna.

14. La legge punisce tre generazioni di un “colpevole”. Se una persona viola una legge o viene inviata al campo di prigionia, la cosa coinvolge tutta la sua famiglia. Nonni, genitori e figli del trasgressore sono inviati ai lavori forzati insieme a lui.
Nella foto, un condannato viene scortato fuori dall’aula di un tribunale dopo un processo.

15. Nel libro Fuga dal campo 14 (vedi punto 3), Shin Dong-hyuk, racconta che nei lager nordcoreani ogni prigioniero è tenuto a rispettare 10 regole, contravvenendo alle quali è prevista la fucilazione all’istante. Qualche esempio? Tentare la fuga (regola 1), rubare (regola 3), avere rapporti sessuali o semplicemente toccarsi senza autorizzazione (regola 8). È inoltre incentivata la delazione dei propri parenti (genitori inclusi) per avere salva la vita. Il crimine commesso da Shin? Avere uno zio che negli anni Cinquanta era riuscito a fuggire in Corea del Sud: per questo è stata incarcerata e giustiziata tutta la sua famiglia.

 



Fonte: Focus

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