Il 4 maggio di ogni anno è lo Star Wars Day. Il motivo è semplice per gli americani, meno scontato per noi: il 4 maggio, in inglese e per gli americani è May the fourth, molto simile a “May the Force be with you“ o come diciamo noi “Che la Forza sia con te“.

YODA HA ANCHE UN PRIMO NOME. Che non viene mai pronunciato nei film della saga. Nelle intenzioni di George Lucas, il Gran Maestro del Consiglio Jedi doveva chiamarsi “Minch Yoda”, ma poi scelse di lasciare solo il “cognome” per rendere il personaggio più enigmatico. Minch fu assegnato a un altro maestro Jedi vissuto 700 anni prima della battaglia di Yavin e citato nei fumetti ispirati alla serie della Dark Horse Comics.

“TI AMO”. “LO SO”. Uno dei più celebri scambi di battute tra la Principessa Leila e Ian Solo è in realtà frutto dell’improvvisazione di Harrison Ford. Il dialogo originale prevedeva che Solo dicesse “I love you, too” (“ti amo anch’io”), ma sia il regista Irvin Kershner, sia Ford lo trovavano un po’ banale, per un personaggio del carisma di Solo. Così all’ultimo, durante la lavorazione e poco prima di una pausa pranzo, Kershner costrinse Ford a improvvisare chiamando improvvisamente “Azione!”. Carry Fisher pronunciò la sua parte (“Ti amo”) e Ford rispose semplicemente “Lo so”.

LA LINGUA DEGLI EWOKS È UN MIX DI TIBETANO E NEPALESE. Per far parlare i piccoli abitanti della luna boscosa di Endor, il designer del suono Ben Burtt si ispirò a un documentario della BBC su tibetano, nepalese e lingue calmucche (lingue mongoliche parlate in Russia, Cina e Mongolia). I Java, gli abitanti di Tatooine, parlano invece in un dialetto zulu un po’ contraffatto.

E.T. COMPARE COME “GUEST STAR”. L’alieno di Spielberg somiglia moltissimo agli indigeni di Brodo Asogi che compaiono in La minaccia fantasma (a sinistra nella foto): Lucas li avrebbe inseriti come omaggio all’amico regista che, in E.T. l’extra-terrestre, nel 1982, aveva inserito alcune action figures di Star Wars.

IL TERMINE JEDI DERIVA DAL GIAPPONESE. In particolare, dalla parola “Jidaigeki” che indica i “period drama” (drammi storici), ossia il genere di film diretto dal regista giapponese Akira Kurosawa al cui lavoro Lucas si ispira. In particolare il film di Kurosawa La fortezza nascosta (1958) avrebbe fortemente influenzato Lucas portandolo a far raccontare i principali episodi della saga di Guerre Stellari dai personaggi minori (D3BO e C1P8). I cavalieri Jedi avrebbero tratto il loro nome dal genere caro a Kurosawa, in omaggio al regista nipponico.

HOTH È IN NORVEGIA. E non su un fantomatico sesto pianeta dell’omonimo sistema solare. Le scene visibili in L’Impero colpisce ancora (1980) sono state girate vicino al ghiacciaio di Hardangerjøkulen, durante una delle peggiori tempeste da 50 anni a quel momento. Le temperature esterne si aggiravano attorno ai -20 °C e la troupe a volte non riusciva ad uscire dall’albergo. Alcune delle scene, come quella di Luke nella caverna degli Wampa, comprendono pertanto del girato realizzato dall’ingresso dell’albergo.

UN NUOVO UNIVERSO DI SUONI. Quella del designer del suono Ben Burtt fu una ricerca sonora senza precedenti, con suoni mai utilizzati prima di allora per creare l’effetto “futuristico” adatto al film. Così la voce metallica e cavernosa di Dart Fener fu ottenuta inserendo un microfono nel regolatore di una bombola da sub; quella di Chewbecca incrociando vocalizzi e ruggiti di leoni, trichechi, orsi e tassi; il suono delle spade laser, mischiando il suono di un vecchio proiettore da 35 mm a quello di un microfono malfunzionante passato davanti a un vecchio proiettore video.

SERVIVANO ALMENO 7 BURATTINAI PER JABBA THE HUTT. Prima dell’avvento delle animazioni computerizzate, muoverlo era una gran fatica. All’interno c’erano tre uomini, uno per il braccio destro e la mascella, l’altro per il braccio sinistro, la mandibola la lingua e la bocca, e un terzo per la coda. All’esterno, due persone controllavano, da remoto, gli occhi; una il movimento del torace e una il fumo del narghilè.

“HO UN BRUTTO PRESENTIMENTO”. La frase “I have a bad feeling about this” è un marchio di fabbrica e viene ripetuta, con qualche variante e da personaggi diversi, in tutti i film della saga, poco prima di una catastrofe o di un pericolo. Viene pronunciata, in omaggio alle trilogie, anche in Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo e nei videogiochi Monkey Island (entrambi prodotti da George Lucas).

YODA HA LA VOCE DI MISS PIGGY. Nell’originale americano, il doppiatore di Yoda è lo stesso del personaggio dei Muppet, ossia Frank Richard Oznowicz. L’attore, doppiatore, regista e burattinaio è anche la voce di Bert e Grover in Sesame Street, un programma tv per bambini che vede anche la partecipazione dei Muppets.

OSCAR. Le nomination agli Oscar conquistate dai film della saga usciti finora. 6 le statuette vinte, più un Oscar Special Achievement Award (una categoria speciale che esula da quelle solitamente previste) a Ben Burtt per gli effetti sonori. Nella foto, John Mollo ritira il premio per i migliori costumi nel 1978, accanto a un paio di protagonisti della saga.

IN SCALA REALE. Nel 2012, una petizione alla Casa Bianca per costruire una replica della Morte Nera, la gigantesca astronave e arma di distruzione di massa che compare nella saga, ottenne 25 mila firme. La petizione fu creata sul sito governativo We the People, che raccoglie istanze – serie – di cittadini statunitensi da rivolgere al governo. Il numero di firmatari era tale da costringere la Casa Bianca a dare una risposta ufficiale, che non tardò ad arrivare.

CREDITO GALATTICO STANDARD. Finora i film della saga hanno totalizzato un incasso al botteghino pari a 4 miliardi di dollari (3,6 miliardi di euro).

LUKE, SONO TUO PADRE (MA NON DIRLO A NESSUNO). Il segreto di Dart Fener fu tenuto nascosto pressoché a tutti fino all’ultimo minuto. Prima di girare la scena, gli unici a sapere della paternità di Vader erano Lucas, il regista Kershner e il produttore Gary Kurtz. Mark Hamill (l’attore che interpreta Luke Skywalker) lo seppe solo pochi attimi prima del primo ciak mentre David Prowse, l’attore sotto la maschera di Vader, girò più volte la scena recitando una battuta alternativa (“Obi-Wan killed your father”, “Obi-wan ha ucciso tuo padre”). Solo in fase di doppiaggio fu sostituita con la vera frase (che comunque recita: “No, io sono tuo padre”).

CHE LA FORZA SIA CON VOI. Alcuni potrebbero già averlo festeggiato. A tutti gli altri, farà forse piacere sapere che il 4 maggio è lo “Star Wars Day”, per l’assonanza tra “May the Fourth” (il 4 maggio in inglese) e “May the Force… be with you”, Che la Forza sia con te.



Fonte: Focus

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