Se sei uno dei quasi 500mila ragazzi che in questi giorni stanno sclerando sui libri, ecco qualche dritta per arrivare all’esame in forma smagliante. O almeno provarci.

maturità 2013

Sì, manca ormai poco al fatidico 21 giugno, la data d’inizio dell’esperienza più temuta di tutti gli studenti della scuola superiore: l’esame di maturità. Coinvolti quest’anno 489.962 ragazzi chini sul banco e adrenalina a mille, daranno il via ai test, come ogni anno a partire dalla prova scritta d’italiano.

Se sei tra questi e, come da tradizione, in questi giorni stai sclerando sui libri e una valanga di appunti, ecco qualche dritta per sopravvivere allo stress, gestire al meglio i tempi e far sì che, anche se siamo agli sgoccioli, il tuo cervello assorba più informazioni possibili come fosse una spugna. Tutto scientificamente provato, naturalmente.

1. No allo studio random
Buttare in continuazione l’occhio sulla pila di libri e quaderni da ripassare non fa per niente bene ai tuoi nervi: toglili dalla tua vista e, per avere il pieno controllo della situazione, piuttosto stila un bell’elenco delle cose che ti restano da fare su un foglio, cercando di costruire a tavolino un piano d’azione. Essere sempre in fissa con l’obiettivo macroscopico può rappresentare un’enorme fonte di stress e farti entrare in un mood negativo, deleterio per la concentrazione.

È decisamente più produttivo isolare le cose da fare su una tabella di marcia e affrontarle una alla volta, scandendo bene (e cercando di rispettare) i tempi da dedicare a ciascuna attività. Questo ti aiuterà innanzitutto a superare il timore di perderti pezzi per strada, poi a selezionare le priorità: o davvero pensavi di poter ripassare proprio tutto, e in modo approfondito, in soli cinque giorni? Quando studi, poi, sarebbe perfetto se tu riuscissi a buttare nero su bianco anche degli schemi riassuntivi che, anche solo a colpo d’occhio, potranno risvegliare gli interi ragionamenti fatti in fase di studio.

Piano d’azione alla mano, mettilo in pratica cercando di non asfissiarti per troppe ore su una singola materia alla volta. Dedicarsi per cinque ore alla stessa disciplina è molto meno efficace che passare, nello stesso tempo, su tre discipline diverse: la curva dell’attenzione, infatti, tende a calare e poi precipita quando ci dedichiamo a un’unica attività, mentre riesce a mantenersi più a lungo se applichiamo la mente su più fronti, che vanno a impegnare abilità diverse e risvegliano le nostre capacità di ragionamento e problem solving. La brutta notizia è che, per prima, sarebbe preferibile scegliere sempre la materia che ti risulta più difficile e, di conseguenza, impegnativa; la bella è che, chiuso con quella, il resto della giornata ti sembrerà davvero in discesa.

2. Regolarizza i ritmi
Più sei stanco, più sarà difficile assorbire informazioni, e non è il caso di arrivare sfiniti alle prove. Quindi è necessario darsi dei ritmi umani, che è preferibile diventino una costante fino alla fine degli esami.

Innanzitutto, dormi: otto-nove ore di sonno sono la base per poter reggere un’intera (e intensa) giornata di studio. Niente tè o caffè prima di andare a letto, no agli energy drink, no all’alcol e, se ci riesci, no allo studio fino a tardi, a troppo tempo davanti a schermi luminosi, a pensieri troppo impegnativi e a dubbi dell’ultimo minuto subito prima di dormire. Lo studio all night long, in questa fase, è assolutamente bannato.

Cerca di alzarti presto e sempre alla stessa ora: più tempo avrai davanti a te, minore sarà il rischio di farti prendere dall’ansia. Certo, non che avere davanti l’intera giornata ti autorizzi a trascorrerne metà cazzeggiando: la cosa migliore per l’apprendimento sarebbe proprio concentrare il cuore dello studio in questa prima fase del giorno.

Tira fiato ogni tanto e, nel passare da una materia all’altra, fai una breve pausa: 10 minuti di sollievo per ogni ora di studio sono una manna per la concentrazione e l’apprendimento, e sono anche l’occasione per depennare dalla to do list quello che hai appena terminato.

3. Fai mangiare il tuo cervello
I circuiti che ti permettono di imparare, come forse avrai già ripassato dai capitoli di biologia, funzionano a glucosio. Durante alcune delle pause, fai uno spuntino: un frutto, uno yogurt… niente di impegnativo per la digestione o di eccessivamente calorico, ma che dia subito una sferzata di energia ai tuoi neuroni. A partire dalla prima colazione, che non andrebbe mai saltata.

Durante i pasti principali, vai di brain food, gli alimenti che contengono sostanze che migliorano l’attività del cervello: acidi grassi omega-3, presenti soprattutto in alcuni tipi di pesce (salmone, sgombro, tonno, acciuga), noccioline, olio di oliva; vitamine, come la E, che trovi nel germe di grano, nei semi, nei cereali integrali, nelle noci. Mangia molta frutta e verdure in generale e bevi molta acqua, almeno un litro e mezzo al giorno, evitando le bevande zuccherate o di eccedere in quelle contenenti caffeina. Insomma, no alle bibite e non esagerate col caffè.

Non mangiare mai alla scrivania (e no, portarti i libri in sala da pranzo non vale). Stacca la spina mentre mangi, o rischierai di farlo troppo velocemente o, al contrario, farti passare l’appetito: in entrambi i casi il tuo stomaco ne risentirà.

4. Staccati da quella sedia
Sii crumiro, ma fino a un certo punto. Segregarti in casa o, peggio, nella tua stanza, non ti aiuta, anzi. È dimostrato che cambiare la location fissa meglio i ricordi: nel tragitto verso la biblioteca, verso il bar, o anche in quei pochi metri che vi separano dal bagno, il cervello è naturalmente portato a compiere associazioni che aiuteranno le informazioni a insediarsi nella memoria in maniera più strong.

Fai sport anche in questi giorni, se già lo fai regolarmente, o comunque esci a fare una passeggiata, una corsetta, un giro in bici, un po’ di stretching: non immobilizzarti sulla sedia. La ricerca suggerisce che l’esercizio aerobico, anche solo per una mezzoretta al giorno, aiuta la materia grigia a elaborare. E oltretutto, è un toccasana per smaltire il nervosismo pre-esame.

5. Niente panico
Non farti fregare proprio all’ultimo dall’agitazione: i giorni sono pochi, è vero, ma ci sono e, quando si è lucidi, in un giorno si possono fare tantissime cose. Razionalizzare aiuta: ricordati che in fondo non ti aspetta niente di diverso dagli innumerevoli compiti in classe e interrogazioni a cui sei sottoposto da quando avevi sei anni. Se sei arrivato fin qui, è perché puoi farcela.

Elabora la tua personale strategia per tenere i nervi saldi. Alcuni studi recenti hanno dimostrato che anche descrivere nero su bianco la propria ansia può aiutare a spezzare questo loop eliberare quella parte di Ram che ci serve per rendere meglio durante gli esami.

Un metodo ancora più universale può essere fermarsi a occhi chiusi, o fissare un muro, respirando profondamente per qualche minuto prima di partire a studiare un nuovo argomento. La meditazione è un metodo noto per potenziare le performance, ma se non l’hai mai fatto prima, anche solo prenderti qualche minuto di isolamento, concentrarti sul respiro e sciogliere un po’ la tensione che ti pesa sul groppone e le spalle possono contribuire a calmarti e ad allontanare la paura prima di entrare in confusione.

Pensaci anche prima di entrare in aula, quel giorno, o mentre hai il compito tra le mani: dopo tanta fatica e sopportazione, vale la pena dare il meglio di sé. O almeno provarci.

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