Se non puoi contenerle, mangiale! Un nuovo procedimento permette di ricavare sfoglie croccanti dalle creature gelatinose in un paio di giorni. Magari, da abbinare ad alghe fritte…

Cambiamenti climatici e pesca smodata dei loro predatori stanno rendendo le meduse ancora più padrone dei mari. Non è nuova, quindi, l’idea di poterle un giorno utilizzare come fonte di cibo. Se il pensiero vi disgusta provate a immaginarle nella versione più sfiziosa possibile… travestite da patatine fritte.

TRADIZIONE ANTICA… Le meduse essiccate sono da sempre una pietanza popolare in alcune cucine asiatiche. Il procedimento richiede però dai 30 ai 40 giorni, e il risultato ha quel non so che di consistenza cartilaginea non esattamente appetitosa, per i palati occidentali.

… IN VERSIONE MODERNA. Ora gli scienziati dell’Università della Danimarca meridionale hanno sviluppato un procedimento che permette di ricavare chips di medusa in meno tempo, croccanti come snack da aperitivo.

Anziché usare sale e allume (solfato di alluminio e potassio) per estrarne i liquidi, come si fa di solito, le hanno immerse nell’alcol, che in un paio di giorni ha rimpiazzato l’acqua in esse contenuta (e che costituisce il 98% del loro corpo).

100% MARE. L’alcol è stato poi fatto evaporare, lasciando dietro di sé soltanto una sfoglia fragrante e insapore. Secondo i suoi realizzatori, la consistenza promette di riscuotere un discreto successo in ambito gastronomico. Magari, le si potrebbe un domani insaporire con Palmaria Palmata o dulse, un’alga rossa che, fritta, ha un sapore simile al bacon.



Fonte: Focus

Commenti

commenti

Powered by Facebook Comments