Punto per punto le fasi della discesa su Marte e i compiti della sonda per i prossimi due anni.

InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport), la missione della NASA con la collaborazione di Europa e Giappone che promette di farci sentire il “battito” del cuore di Marte, è arrivata a un cruciale punto di svolta: attorno alle 21.00 ora italiana del 26 novembre il lander è atterrato vicino all’equatore del Pianeta Rosso, dove poi si metterà in ascolto dell’energia sismica che scorre all’interno del corpo celeste.

Ogni dato che raccoglierà potrebbe raccontarci qualcosa di più sull’evoluzione di Marte e sulla sua stratificazione in nucleo, mantello e crosta. Prima però occorrerà superare i soliti “sette minuti di terrore” che precedono il touchdown.

POSTAZIONE DI LAVORO. Il sito di atterraggio, l’Elysium Planitia, è stato definito dai tecnici di missione “uno dei più noiosi del pianeta”: è una regione vulcanica pianeggiante appena sopra all’equatore che dovrebbe ricevere luce in abbondanza per i pannelli solari, e che parrebbe geologicamente stabile nonché priva di grossi massi che possano ostacolare le operazioni.

InSight dovrà innanzi tutto fotografare i dintorni e poi posizionare sulla superficie del pianeta, utilizzando il suo braccio robotico, il sismometro SEIS (Seismic Experiment for Interior Structure) fornito dal CNES francese, che percepirà le onde sismiche della crosta marziana per capire l’origine dei “martemoti”, che interessano il Pianeta Rosso da 4 miliardi di anni – che si suppone essere in parte dovuti a impatti celesti, in parte al magma in profondità e ai movimenti lungo le faglie.

LA FEBBRE DI MARTE. Dopo qualche settimana dal touchdown sarà attivo anche il sensore per la misurazione del flusso termico tedesco (Heat Flow and Physical Properties Probe, HP3) – una sorta di termometro che penetrerà nel sottosuolo fino a 5 metri di profondità, e misurerà quanto calore vi sia nelle rocce interne del freddo Pianeta Rosso, e in questo modo ci dirà se ci sono rocce radioattive e quanto calore disperde il pianeta.

Il Rotation and Interior Structure Experiment (Rise) misurerà i minimi spostamenti del lander per capire come Marte si stia muovendo nella sua orbita e trarre così altre informazioni sull’interno del pianeta. InSight misurerà anche il campo magnetico marziano per distinguere i veri terremoti da altre possibili fonti di “rumore”. Nei quasi due anni di missione, la sonda dovrebbe registrare 50-100 eventi sismici.

FUTURO. La NASA ha già scelto anche il sito di atterraggio per il rover Mars2020, che con InSight si passerà il testimone. Si tratta del cratere Jezero, una depressione larga circa 50 km un tempo attraversata da un fiume che immetteva acqua in un lago attraverso un delta ramificato. Questa regione potrebbe contenere tracce di vita microbica di 3,5-3,9 miliardi di anni fa, quando Marte era più caldo e più umido.



Fonte: Focus

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