Se l’asteroide di Chicxulub avesse colpito poco prima, o poco dopo, l’impatto sarebbe avvenuto in un’area diversa, e sarebbe stato meno devastante: lo dicono gli scienziati che scavano nel cratere.

Uno scarto di pochi minuti avrebbe potuto salvare i dinosauri? A 66 milioni di anni dall’estinzione di massa del Cretaceo, è una tesi audace da sostenere. Ma è quanto emerge dal documentario The Day the Dinosaurs Died, andato di recente in onda su BBC Two.

Nel progetto televisivo, che ha seguito per un anno alcuni degli scienziati coinvolti negli scavi del cratere di Chicxulub (la cicatrice lasciata dall’asteroide sotto l’attuale penisola dello Yucatan, in Messico) si sostiene che più che le dimensioni del masso celeste o la sua velocità, fu il luogo in cui il macigno atterrò, la vera causa del disastro che seguì.

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IL GIOCO DEI “SE”. Se l’impatto fosse avvenuto qualche minuto prima, o più tardi, per effetto della rotazione terrestre il masso celeste sarebbe atterrato nell’Atlantico o nel Pacifico, ma comunque non dove si trova l’attuale Yucatan, all’epoca una piattaforma di arenaria e sedimenti oceanici ricca di anidride carbonica, zolfo e gesso.

TSUNAMI DI POLVERI. Lo scontro a circa 65 mila km orari, che scavò un buco profondo 32 km e ampio oltre 180 km nella crosta terrestre, vaporizzò istantaneamente l’acqua di mare circostante, e sollevò una torre di sedimenti rocciosi alta come l’Himalaya, che si riversò rapidamente al suolo e in atmosfera.

INVERNO IMPROVVISO. Un vapore mortale ricco di solfati avvolse l’atmosfera e fece precipitare le temperature terrestri di oltre 50 gradi in pochi giorni. In questa Terra scura e fredda, le scorte di cibo finirono in breve prima negli oceani e quindi sulla terraferma. Ai dinosauri, rimasti senza cibo, non rimasero possibilità di sopravvivenza.



Fonte: Focus

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